Il punto sulle nuove agevolazioni TASI e IMU

La legge di stabilità 2016 ha definitivamente abolito la Tasi sugli immobili adibiti ad abitazione principale, ammesso che non rientrino nelle categorie di lusso (A1, A8 o A9) oppure si tratti di castelli. Altri soggetti che godranno dell’abolizione della TASI sono gli inquilini che occupano l’immobile come abitazione principale, per la quota di loro competenza, e coloro che hanno dovuto cedere l’immobile all’ex coniuge. Niente TASI anche per gli immobili che risultino intestati a personale delle Forze dell’Ordine che venga trasferito per motivi di servizio.

In materia di IMU invece, da quest’anno sono esentati dal pagamento tutti i terreni agricoli che situati nei comuni montani e anche quelli che risultano essere in possesso di coltivatori diretti.

Con la legge di Stabilità 2016 si prevede una riduzione del 50% sull’IMU sugli immobili dati in comodato ai parenti, non più concessa sulla base di una scelta discrezionale del Comune ma direttamente dalla legge, sussistendone le condizioni.

In particolare, condizione necessaria per accedere all’agevolazione è che il contratto di comodato sia registrato e ciò comporta una spesa minima di 232 euro, tra imposta di registro e marche da bollo.

Il comodante è inoltre obbligato a presentare la dichiarazione Imu 2016, entro il 30 giugno 2017.

Le nuove regole fanno riferimento alle sole unità immobiliari non di lusso (quindi non appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9) concesse in comodato ai parenti in linea retta entro il primo grado (dunque dai genitori ai figli o viceversa) che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda un solo immobile in Italia, risieda anagraficamente e dimori abitualmente nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato. Il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all’immobile concesso in comodato possieda nello stesso Comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale.

Ciò significa che se il comodante possiede anche un ulteriore 0,1% di un’ulteriore abitazione sul territorio italiano, non è possibile fruire dell’agevolazione. Al comodatario invece non vengono poste condizioni e il comodato opererà anche se si possiedono decine e decine di abitazioni.

L’agevolazione spetta anche su tutte le pertinenze, ad esempio anche se si tratta di due o più garage, a condizione ovviamente che queste siano puntualmente individuate nel contratto di comodato.

Inoltre, ben potrà verificarsi l’ipotesi di abitazione che sia agevolabile solo a metà, come nel caso di abitazioni in comproprietà di due coniugi di cui solo uno rispetta le condizioni imposte dalla norma.

L’aliquota IMU da utilizzare per il calcolo è quella ordinaria, che può arrivare al 10,6 per mille. Ovviamente il Comune potrebbe decidere di agevolare con proprie risorse i comodati, portando l’aliquota al minimo del 4,6 per mille ed azzerando la Tasi, visto che ai Comuni è fatto divieto nel 2016 di aumentare le aliquote ma non di ridurle.

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