DURC: quando è possibile sostituirlo con una autocertificazione?

Il DURC è il documento unico di regolarità contributiva che serve a certificare che un’impresa sia in regola con il versamento dei contributi INPS, INAIL e Casse Edili. Il certificato unico attesta quindi che l’impresa abbia versato regolarmente tutti i contributi dovuti agli enti di previdenza (INPS), di assistenza (Cassa edile) e di assicurazione (INAIL).

Il DURC è obbligatorio in diversi casi:

  • quando un’impresa vuole partecipare a un appalto o a un subappalto per la realizzazione di lavori pubblici;
  • quando si svolgono lavori privati per i quali è richiesta la concessione edilizia o la DIA;
  • per le attestazioni SOA;
  • per l’iscrizione all’albo dei fornitori;
  • per concorrere all’ottenimento di agevolazioni, finanziamenti o sovvenzioni.

Il DURC può essere richiesto solo online tramite il portale INPS o INAIL, anche attraverso il proprio consulente del lavoro di fiducia.

In caso di esito positivo della richiesta, il sistema genera il DURC che ha una validità di 120 giorni.

In alcuni casi, espressamente previsti dalla legge, le imprese possono ricorrere all’autocertificazione del DURC, dichiarando di aver provveduto regolarmente al versamento dei contributi. L’autocertificazione del DURC è possibile solo per i lavori svolti nel settore pubblico con riferimento a:

  • i contratti di fornitura il cui importo è di massimo 20.000 euro;
  • i contratti di acquisto di servizi per un importo massimo di 20.000 euro.

Il documento di autocertificazione, affinché sia ritenuto valido, va consegnato tramite PEC alla Direzione Territoriale del Lavoro.

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